Impianti fotovoltaici e tutela del territorio: un’area idonea non garantisce l’autorizzazione

Un terreno classificato dalla legge come “area idonea” alla realizzazione di impianti fotovoltaici può comunque essere oggetto di un diniego. È quanto chiarisce ilConsiglio di Stato con la sentenza n. 7055 del 23 settembre 2026, che ha ritenuto legittimo il rifiuto opposto dal Comune di Larino a un progetto di fotovoltaico a terra.

La classificazione del sito esprime un favore per l’installazione degli impianti, ma non elimina la necessità di valutarne l’impatto concreto. Nel caso esaminato, sono risultate determinanti le esigenze di conservazione del paesaggio agrario, il rischio di danneggiamento del patrimonio archeologico e la vocazione agricola dell’area.

Nelle aree idonee, il parere della Soprintendenza è obbligatorio ma non vincolante: l’amministrazione può tuttavia condividerne le valutazioni e porle a fondamento del diniego, quando siano sostenute da un’istruttoria puntuale e da una motivazione adeguata.

La decisione ribadisce dunque che la promozione delle energie rinnovabili deve accompagnarsi a un’attenta valutazione del territorio: l’autorizzazione richiede un bilanciamento concreto degli interessi coinvolti, senza automatismi né nell’accoglimento né nel rigetto del progetto.

I principi sanciti:

  • L’idoneità dell’area non garantisce l’autorizzazione. Anche in un sito qualificato come idoneo dalla legge, l’amministrazione deve valutare le caratteristiche del progetto e del territorio. Un eventuale diniego deve fondarsi su ragioni concrete e adeguatamente motivate.
  • Il parere della Soprintendenza è obbligatorio, ma non vincolante. L’amministrazione può discostarsene con adeguata motivazione oppure condividerne le valutazioni e farle proprie.
  • La tutela paesaggistica e archeologica richiede elementi puntuali. Nel caso esaminato, il diniego era sostenuto dall’impatto sulle visuali del paesaggio agrario e da un rischio archeologico documentato, che il progetto non consentiva di escludere.
  • La vocazione agricola rileva anche quando il terreno è incolto. Il Consiglio di Stato ha valorizzato la presenza di infrastrutture irrigue finanziate con risorse pubbliche e le caratteristiche del contesto agricolo, destinato a produzioni di qualità.
  • Le previsioni comunali non introducono divieti automatici nelle aree idonee per legge. Possono tuttavia contribuire a evidenziare il pregio agricolo del sito, da considerare insieme agli altri elementi emersi nell’istruttoria.